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Corpi intermedi. Una scommessa democratica

26/10/2015

Quale sarà nell’immediato futuro il ruolo dei corpi sociali intermedi? I corpi intermedi sono ancora un canale di trasmissione tra i cittadini e le istituzioni?

Quali possono essere forme, spazi e procedure di civismo organizzato realmente partecipativi? In che modo è possibile attivare nuovi canali di partecipazione in cui tutti i soggetti sociali acquisiscano e condividano in forma paritaria meccanismi e procedure di reciproca legittimazione e interazione sul versante programmatico, decisionale e regolativo delle responsabilità pubbliche?

I saggi raccolti nel volume “Corpi intermedi. Una scommessa democratica”, curato dalla Fondazione Achille Grandi per il Bene Comune, provano a dare alcune risposte a questi interrogativi. Le trasformazioni del mondo del lavoro, della produzione, delle relazioni e delle istituzioni hanno infatti contribuito alla crisi delle rappresentanze sociali che, oggi, sono chiamate a recuperare e a rinnovare la propria funzione di advocacy. Tuttavia, l’evoluzione dei corpi sociali intermedi, si presenta complessa e non priva di contraddizioni.

Come osserva Romano Prodi nella prefazione che accompagna il libro, nei primi anni della storia repubblicana i corpi intermedi hanno svolto bene il loro compito, sostenendo i primi passi della nostra democrazia, facendo crescere la nostra società e rendendo milioni di italiani cittadini attivi e partecipanti. Sul finire del secolo scorso, operò, il mondo ha iniziato a cambiare: mentre tutto si globalizzava (economia, finanza, emergenze) si assiste una parallela e progressiva individualizzazione degli interessi e delle appartenenze. È in questa fase che i corpi intermedi iniziano a “disintermediarsi”, perdono cioè sia la loro capacità di coagulare interessi sempre più frammentati sia la loro funzione di rappresentanza identitaria.

Oggi le principali difficolta con cui devono confrontarsi i corpi intermedi sono almeno due: riuscire a rappresentare al meglio gli interessi dei propri iscritti perseguendo al contempo interessi generali e assicurare un ricambio al proprio interno, tornando ad essere all’altezza delle sfide odierne. Quale sarà nell’immediato futuro il ruolo dei corpi intermedi sociali intermedi? Quello i sapranno meritare, decidendo di affrontare con coraggio le questioni cruciali per il nostro tempo e recuperando l’originaria vocazione di organismi di prossimità capaci di creare reti tra i cittadini e le istituzioni, tra la domanda e l’offerta politica, sociale ed economica.

Non si tratta di tornare ad un passato che non c’è più, ma forse è arrivato il momento di riprendere da quel passato la capacità di attivare canali di partecipazione alla cosa pubblica che danno vita al pluralismo di opinioni e di scelte propri di ogni democrazia.